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Tanti
atleti oggi a Cesano Boscone per il 15° miglio e 2°
retromiglio Ambrosiano organizzati dal Gruppo Sportivo "Tiremm
Inanz" e dall'Atletica Ambrosiana. Appena scendo dalla
macchina mi accorgo che l'atmosfera del pre-gara è
diversa dal solito, direi sommessa e rispettosa, e solo
dopo il minuto di silenzio dedicato al ricordo del
nostro Papa, il gruppo si vivacizza un po’. Un minuto
intenso, con tutti i presenti avvolti da un silenzio
irreale che si è concluso con un applauso liberatorio.
Come
da tradizione, la manifestazione del Miglio Ambrosiano
si è tenuta presso l'Istituto Sacra Famiglia, fondato
nel 1896 dall'allora parroco di Cesano Boscone Don
Domenico Pogliani allo scopo di accogliere "gli
incurabili della campagna milanese". Anche quest'anno,
come già lo scorso, passare qualche ora all'interno di
questa struttura, mi procura sensazioni opposte: da una
parte mi sono sentito orgoglioso di essere lì a portare
un sorriso agli ospiti dell'istituto (come dimenticare
il ragazzo che sostava sotto il palco delle premiazioni
e mi ha stretto almeno cinque volte la mano al momento
del ritiro della coppa o quello che non ha smesso un
attimo di urlare e incitare tutti dal balcone della sua
stanza) e dall'altra mi sono sentito una nullità
nell'osservare quanta gente dedichi il suo tempo e si
prodighi per i più bisognosi.
Ma
torniamo alla gara, che rappresenta il primo
appuntamento del 2005 del Club del Miglio (per chi ne
volesse sapere di più di questa interessante
manifestazione consiglio di visitare il sito
www.clubdelmiglio.it) mentre per noi dell'Atletica
Lambro è la terza prova del Grand Prix sociale ed è per
questo che siamo presenti in 18.
Alle
9,00 puntuale prende il via la prima categoria maschile
e finalmente alle 9,30 tocca alla mia. Siamo in tanti e
allora l'organizzazione decide di dividere i
partecipanti in due batterie: i primi a partire saranno
i più veloci e quindi io mi faccio dare la macchina
fotografica da Enzo per le foto di rito, in quanto so
già che partirò nella seconda batteria. La prima
batteria è combattuta ed è vinta da Cimato dei Road
Runners con un tempo di 4’.48”, mentre il primo di della
nostra squadra è Diego che per un solo secondo è giù dal
podio.
Adesso tocca a me e allora consegno la macchina
fotografica all'Emilia e mi appresto alla spunta. Con me
c'è Massimo che domenica scorsa avevo lasciato sul
percorso a Robecco.
Allo
sparo partono tutti come dei forsennati e io e Massimo
siamo subito dietro a chiudere il gruppo. Fino ai 1.000
metri, che percorriamo in un ottimo (per me) 3’.55”,
rimaniamo quasi affiancati poi lui decide di allungare.
Provo a stargli dietro, ma le mie gambe incominciano a
imballarsi e allora desisto per non compromettere gli
ultimi 400 metri. Sul rettilineo finale provo a
scattare, ma sento che non ho più niente dentro e chiudo
ultimo, ma con un tempo di 6’.35” che è il mio personale
su questa distanza e questo mi appaga un po' dalla
delusione per non essere riuscito a stare al passo con
Massimo (che ha chiuso in 6’.31”).
Le
partenze delle categorie maschili si susseguono senza
sosta e resto sul percorso a incitare i miei compagni.
Ottima la prova di Alessandro che chiude in 4’.49” e che
così si aggiudica anche il primo posto nella classifica
del nostro Grand Prix, mentre Decio si classifica terzo
della sua categoria.oi tocca alle donne e la nostra
Victoria ottiene un brillante terzo posto di categoria.
Prima
della gara femminile ci sono le premiazioni del Club del
Miglio 2004 e io salgo sul podio a ritirare la coppa dei
secondi classificati e mentre me la consegna, Fulvio
Frazzei, anima del Club del Miglio e speaker per
l'occasione, impietosamente scherza sulla mia
prestazione. Avrà letto la mia cronaca di Paullo quando
ero stato io a prenderlo in giro e adesso si sta
vendicando?
P
Dopo
la gara di retrorunning (era la prima a cui assistevo e
mi ha impressionato molto, soprattutto perché il
vincitore ha impiegato un tempo quasi uguale al mio che
correvo normalmente) si è svolto il Miglio per tutti che
ha visto la partecipazione di oltre cento partecipanti
fra cui una trentina di disabili, parte ospiti
dell’Istituto Sacra Famiglia e altri appartenenti
all’Associazione Jonathan che accompagnati dai loro
familiari o accompagnatori hanno dato vita a una gara
oserei dire indimenticabile.
Chiudo come sempre ringraziando chi ha organizzato
questa importante manifestazione sportiva, ricca anche
di contenuti umanitari e che ha avuto la consapevolezza
che il correrla sarebbe stata la scelta giusta.
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